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SICUREZZA

Intervista a Maurizio Auriemma nuovo Questore di Bergamo

ottobre 2019

Maurizio Auriemma, nuovo questore di Bergamo da marzo scorso, classe ‘59, si racconta a Bergamo Economia: dalla sua carriera, alla sicurezza a Bergamo, fino alla prevenzione nelle scuole.
Quali sono state le tappe più importanti che hanno segnato la sua carriera e come mai ha deciso di intraprendere questo percorso nelle forze dell’ordine a partire da quando è entrato nella polizia di stato nel 1985?
Partiamo dagli inizi. Sono figlio di papà poliziotto e mamma maestra di cucito. Una tradizione nella mia famiglia, infatti anche mia moglie e i miei tre zii a cui sono molto affezionato sono poliziotti. Sono nato a Firenze perché mio padre si trovava lì in servizio. La mia famiglia, che è composta anche da altre due sorelle e un fratello è però originaria della provincia di Napoli dove ho frequentato gli studi universitari in giurisprudenza e vinto il concorso per entrare in polizia. In 34 anni di servizio  ho girato gran parte dell’Italia con il mio lavoro: Calabria, La Spezia, Genova durante il G8 quando fui responsabile dell’attività logistica della polizia, poi Torino durante le olimpiadi invernali nel 2006. Per 6 anni sono stato dirigente del reparto mobile di Milano per poi passare a Trento dove sono stato coordinatore dei servizi per l’ordine e la sicurezza pubblica e infine ho prestato servizio ad Agrigento. Il 2019 per me, oltre ad aver rappresentato il mio arrivo a Bergamo è anche un anno particolare perché si sono celebrati i 100 anni della questura di Bergamo e i 60 anni delle donne in polizia. Proprio in vista del centenario ci stiamo preparando per celebrarlo con una serie di iniziative a partire da novembre, con il coinvolgimento del dipartimento  della pubblica sicurezza, della Provincia di Bergamo, della Prefettura e dell’Università. Spero con la mia attività di dare un importante contributo alla difesa della legalità in questo paese. Una sfida considerevole che se da un lato dà grande soddisfazioni dall’altro lato mi ha costretto spesso a stare per molto tempo lontano dalla famiglia: mia moglie, anch’essa poliziotta e i mie 3 figli. (Leggi l'intervista completa nel numero di settembre)

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