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BASF Italia «produciamo chimica per uno sviluppo sostenibile»

febbraio 2021

Come è arrivata BASF in Italia, in particolare nello stabilimento di Zingonia, che produce polimeri destinati al mercato calzaturiero?
La nostra storia inizia nel 1946 quando il Gruppo decide di aprire il primo canale distributivo per la commercializzazione dei propri prodotti, affidandosi alla società milanese SASEA, che verrà poi acquisita da BASF nel 1974 e che, nel 1985, cambia ragione sociale in “BASF Italia S.p.A.”, a dimostrazione della rilevanza progressivamente assunta dal business nella penisola. Nel corso degli anni, mentre il focus dell’azienda ruota sempre di più intorno alla chimica industriale, si succedono una serie di ulteriori acquisizioni e investimenti che ci portano ad avere oggi una presenza industriale estesa nel Paese con 11 sedi, di cui 6 produttive che, complessivamente, impiegano oltre 1.300 persone.  Il sito di Zingonia di Verdellino, in provincia di Bergamo, è parte di BASF dal 1987 e attualmente vede occupate 40 persone altamente qualificate. Qui si produce poliestere che viene commercializzato come materia prima ma, soprattutto, che viene utilizzato internamente per la produzione di sistemi poliuretanici per calzature. In questo settore, il sito di Zingonia vanta un ruolo primario grazie alla sinergia con lo stabilimento di Villanova d’Asti, sede del nostro Footwear Technical Center, un centro di eccellenza nello sviluppo di sistemi poliuretanici per calzature a livello di Regione EMEA.
La vostra mission è produrre chimica per uno sviluppo sostenibile: ci illustri meglio questo concetto.
BASF è attiva sui temi della sostenibilità da oltre 25 anni. Nel tempo, il nostro approccio è diventato progressivamente più consapevole e globale: dalle azioni per tutelare l’ambiente e ridurre l’impatto ambientale dei nostri prodotti siamo, infatti, passati a considerare la sostenibilità come fondamento della strategia. “We create chemistry” significa che noi creiamo chimica: chimica intelligente per un futuro migliore, per rispondere alle sfide di un mondo sempre più popolato e con risorse sempre più scarse. Siamo in prima linea sia per le produzioni di materie prime e soluzioni sempre più sostenibili, che per la promozione di un modello di economia circolare attraverso progetti e iniziative concrete che portiamo avanti insieme ai nostri partner, a livello nazionale e internazionale. Siamo, inoltre, molto impegnati sul fronte delle riduzioni di emissioni di gas ad effetto serra: dal 1990 al 2018 abbiamo dimezzato le nostre emissioni di CO2 raddoppiando, nello stesso periodo, i volumi di produzione. Per aumentare la trasparenza delle emissioni lungo tutta la filiera, lo scorso anno abbiamo lanciato un progetto per calcolare e compensare l’impronta di carbonio di 45.000 dei prodotti che produciamo e commercializziamo a livello globale.
Facciamo alcuni esempi, da nord a sud Italia, di come la vostra chimica sostenibile viene impiegata in diversi progetti, dai tradizionali vigneti toscani alla splendida cattedrale di Noto, fino ai più innovativi grattacieli milanesi.
BASF è un grande Gruppo internazionale con un prezioso patrimonio di competenze, ma vanta anche una profonda conoscenza del mercato italiano. Le due dimensioni - internazionale e locale - concorrono a creare sinergie virtuose a beneficio di alcuni dei settori d’eccellenza del Made in Italy, come il design, il biomedicale, il personal care e l’automotive.
Anche in campo agricolo, come Lei ricordava, siamo molto attivi, con una divisione dedicata che sta contribuendo all’evoluzione del settore in ottica smart e sostenibile puntando, oltre che su un portafoglio di sementi e agrofarmaci moderno e innovativo, sullo sviluppo di servizi digitali. Come il sistema di supporto decisionale DSS, nato dalla collaborazione tra BASF Italia e HORTA, spin off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, che viene  già impiegato con successo in diversi vigneti del Paese e che consente, ad esempio, di calcolare il momento più idoneo per effettuare un trattamento antiparassitario, favorendo un impiego  equilibrato e mirato degli agrofarmaci.
Sono solo alcuni esempi, ma ne potrei citare davvero molto altri perché la verità è che la chimica intelligente è dietro ad ogni aspetto della nostra vita e fornisce un contributo tanto invisibile, quanto irrinunciabile. Lo dimostra anche l’emergenza pandemica che stiamo affrontando: mascherine, guanti, farmaci, disinfettanti, respiratori ma anche letti e cuscini, per non parlare di cibo e bevande o degli strumenti tecnologici che ci hanno permesso di rimanere operativi anche in pieno lock-down: sono tutti oggetti e beni che, senza il nostro apporto, non sarebbero potuti mai essere prodotti, né resi disponibili in quantità elevate e ad un prezzo equo.
Un settore strategico per lo sviluppo sostenibile è senza dubbio quello della mobilità elettrica. Siete attivi in questo ambito?
Sviluppiamo soluzioni che contribuiscano ad una mobilità più efficiente e sostenibile e aumentiamo competitività ed efficienza delle soluzioni green. Lo facciamo, ad esempio, realizzando prodotti per le auto elettriche come componenti dell’abitacolo, vernici, plastiche isolanti che garantiscono il corretto funzionamento dei sensori. BASF, inoltre, è leader a livello europeo nello sviluppo dei materiali catodici attivi (CAM) per batterie agli ioni di litio, destinati proprio a questo tipo di vetture. In questo settore, il Gruppo ha progetti molto ambiziosi che passano anche dall’avvio del nuovo sito produttivo di Schwarzheide in Germania che, una volta a regime, supporterà la produzione annuale di batterie per circa 400.000 veicoli elettrici.
Altro punto da non trascurare a questo riguardo, il riciclo delle materie: il vostro progetto ChemCycling  punta proprio in questa direzione.
Come le dicevo, per noi sostenibilità significa innanzitutto promuovere il passaggio ad un modello di economia circolare e proporre soluzioni concrete per la gestione del fine vita dei prodotti. Con il nostro progetto di riciclo chimico della plastica - Chemcycling - superiamo uno dei limiti intrinseci dell’attuale modello di smaltimento. Come funziona? I rifiuti in plastica che non sarebbero altrimenti riciclabili con nessuno degli altri metodi attualmente in uso, vengono ritrasformati in materia prima attraverso processi termochimici. Si parte da plastica mista, usata e sporca e si ottiene un olio simile alla nafta. Questa nuova materia prima può, quindi, essere nuovamente inserita nel ciclo produttivo. I prodotti chimici che si ottengono vantano le stesse proprietà di quelli ottenuti unicamente da materie prime fossili ma hanno, ovviamente, un’impronta di carbonio decisamente inferiore. Abbiamo già iniziato a consegnare ai nostri clienti prodotti intermedi ottenuti tramite questo procedimento ma, per potersi sviluppare, il riciclo chimico  deve essere accettato come forma di riciclaggio dal mercato e dal legislatore. Il nostro impegno sta anche nel cercare di coinvolgere ogni parte interessata per superare queste sfide economiche e normative.
Per finire: non c’è sviluppo sostenibile se non si pensa a chi erediterà da noi il pianeta, e mi sembra abbiate pensato anche a questo. Kids’ Lab aiuta i più piccoli a comprendere il ruolo della chimica nella vita quotidiana.
BASF è un’azienda orientata allo sviluppo sostenibile, che crede nella razionalità della scienza e investe nel futuro e nelle nuove generazioni. Il progetto Kids’ Lab è stato ideato all’interno di questo orizzonte di valori, e da 8 anni, dischiude il mondo della scienza agli studenti italiani di elementari e medie, permettendo loro di sperimentare e comprendere i meccanismi alla base di alcuni fenomeni quotidiani attraverso una serie di esperimenti concreti.  Lo scopo dell‘iniziativa è, infatti, svelare il ruolo della chimica nella vita di tutti i giorni, creando situazioni educative adatte anche ai più piccoli. Quest’anno, complice l’emergenza pandemica in corso,  il progetto, che tradizionalmente coinvolgeva gli studenti degli istituti vicini ai nostri stabilimenti sul territorio, si è evoluto in senso “digital” e mira a raggiungere una platea più ampia, non solo di ragazzi ma anche di insegnanti, educatori e genitori che sul nostro sito www.basf.it possono trovare una serie di brevi e coinvolgenti video animati dedicati a temi chiave come l’igiene, l’alimentazione, l’acqua, la plastica, accompagnati da infografiche chiare e precise che spiegano come riprodurre un esperimento scientifico in tutta sicurezza e in un tempo limitato, utilizzando strumenti e reagenti di facile reperibilità. è il nostro piccolo contributo ad una maggiore diffusione delle discipline STEM fin dai primi cicli scolastici, un ambito in cui l’Italia ha purtroppo accumulato un certo ritardo rispetto ad altri Paesi che è essenziale recuperare sia per essere più competitivi come Sistema Paese sia per offrire ai nostri ragazzi maggiori possibilità di impiego.

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